| TITOLO |
LA PERSONA PRIMA DI TUTTO |
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| DATA |
07/07/2009 |
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| AUTORE |
Red. |
ARCHIVIO |
Dopo il congresso fondativo di marzo e il successo nella verifica elettorale delle Europee e delle Amministrative di giugno, il Popolo della Libertà - con l'iniziativa realizzata oggi a Roma dal Sindaco della Capitale Gianni Alemanno e dal Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi attraverso le loro Fondazioni di riferimento, la Nuova Italia e la Craxi - ribadisce la sua vocazione propulsiva nella politica italiana, agendo come vettore dei temi strategici per la crescita dell'Italia nella competizione internazionale.
In particolare, l'evento dell'Auditorium non solo conferma la piena riuscita dell'amalgama F.I.-A.N., ma sottolinea la natura insieme inclusiva ed espansiva del PdL : le grandi tradizioni politico-culturali del personalismo cattolico, del socialismo patriottico e riformista e della destra sociale e nazionale si integrano in un progetto unitario e propongono una sintesi nuova in cui la coerenza con la tradizione si fa motore della modernizzazione. Il modello è giustappunto una sorta di "rivoluzione conservatrice", in cui i grandi valori fondanti dell'identità italiana vengono recuperati e riproposti con nitidezza ideale per disegnare la mappa della nuova società nazionale, segnando una cesura implacabile con decenni di sbiadito relativismo, di opaca rassegnazione al declino, di rattrappimento individualistico.
Il centro della piattaforma valoriale del PdL - questo è il messaggio dell'Auditorium - è costituito dalla persona e dalla sua compiuta integrazione nella dimensione comunitaria. In questa direzione, è stato ribadito come non possa essere invocata e promossa la "vitalità" del sistema economico, se non viene tutelato in tutte le sue forme quel valore della "vita" che ne è il presupposto. Di qui, l'indicazione che la legge sulla regolazione del fine vita, resa indispensabile dal cupo caso Englaro, va approvata anche dalla Camera, con urgenza e senza deviazioni dal solido impianto uscito dal Senato. Di qui, la consapevolezza che la terribile crisi finanziaria la quale sta lacerando ancora le economie mondiali è stata generata da uno straniamento dell'Occidente rispetto ai suoi valori costitutivi e che la fine delle artificiali ideologie omologanti della globalizzazione è un'opportunità per la rinascenza italiana: non a caso, la risposta del nostro Governo è stata complessivamente la più efficace a livello internazionale, in quanto fondata su una interpretazione non congiunturale ed "economicista" del fenomeno.
Le due Fondazioni iniziano così un lavoro comune, che auspicano si allarghi agli altri think tank attivi nell'area di riferimento del PdL, per giungere prossimamente a condensare posizioni innovative lungo alcune decisive traiettorie tematiche. Innanzitutto, il Mezzogiorno, nella certezza che la crescita e la modernizzazione italiana non potranno avere successo senza il concorso attivo di una società meridionale radicalmente rimodellata intorno a una mutata "antropologia" della responsabilità, dell'energia creativa, dell'autonomia, dell'autosufficienza e dell'autopropulsione. E poi il radicamento di un modello dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali fondato sul definitivo superamento della prassi giacobina e "antagonista" in una prospettiva partecipativa e cooperativa della dialettica sociale che costituisca il lavoro e l'impresa come bene comune. Infine, la diffusione della sussidiarietà come modello generale di organizzazione delle articolazioni territoriali e dunque come presupposto di un dispiegato e autentico federalismo, attraverso la valorizzazione dei contributi volontari delle persone che trovano il "senso di sé" nel loro orizzonte comunitario: dalla sicurezza alla sanità, dall'assistenza all'integrazione, in una sorta di "guerra alla solitudine" che restituisca destino e verità di popolo ai percorsi spezzati e dispersi degli individui e delle moltitudini.