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La Destra Sociale e il Governo

La destra sociale vuole riuscire, nell'ambito dell'attuale compagine di governo, a costruire una strategia di azione politica in grado di affrontare quattro priorità: innanzitutto, governare secondo un vero principio di sussidiarietà la riforma del mercato del lavoro, del welfare e il processo di devoluzione; secondo, rivendicare il riequilibrio delle nostre posizioni in Europa; terzo, produrre un'idea italiana dell'Europa, incrociando questa idea con l'interesse nazionale e con la proiezione mediterranea dell'Europa stessa. Quarto e ultimo punto, riuscire a controllare, governare e sfruttare le opportunità offerte dalla globalizzazione.
La destra sociale è una destra che è in grado di dispiegare nell'azione di governo il proprio principio di coesione sociale secondo il meccanismo/valore della "partecipazione", declinando a sua volta la partecipazione secondo il principio della sussidiarietà, che ci deriva dalla dottrina sociale della Chiesa.
Il momento della partecipazione è dunque il momento centrale della nostra azione politica, perché in essa si manifestano compiutamente le potenzialità di quella che più volte abbiamo definito "società civile organizzata". Proprio nell'autonomia dei corpi intermedi va ricercato il punto di equilibrio per non cadere né nel liberismo sfrenato, né nel vecchio statalismo. Per far questo c'è bisogno di una forte spinta partecipativa: vale e dire della capacità, da parte della "società civile organizzata", non soltanto di gestire e risolvere i problemi, nei propri ambiti di competenza, ma di agire anche in direzione del bene comune e dell'interesse generale. Tra l'altro, la partecipazione racchiude in sé la possibilità di allargare lo spazio a disposizione delle "minoranze attive" dentro un sistema democratico, spazio che non si limita ai soli partiti - e più in generale alla sola partecipazione politica - ma si espande all'interno del sistema sociale. Da questo punto di vista, la partecipazione, in quanto attuazione dell'art.46 della Costituzione, nostra priorità nell'agenda di governo, non può e non deve essere considerata come un meccanismo rigido, necessariamente di massa, ma come una grande e vitale spinta del singolo e della sua comunità di appartenenza che lascia spazio, mediante una delega consapevole, a quelle "minoranze attive" che rappresentano il dato associativo.


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